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  • Guido Lombardi

Nonostante il Covid-19, proseguel’attività del Dunas

“A causa dell’emergenza sanitaria legata alla diffusione del Covid-19 nel nostro territorio, abbiamo deciso di riunificare in un unico pagamento nel mese di giugno 2020 le due rate dei ruoli di bonifica che generalmente hanno la prima scadenza nel mese di aprile: è un piccolo segnale di vicinanza che vogliamo manifestare verso tutti i nostri consorziati in questo momento di difficoltà”. Lo annuncia il presidente del Consorzio Dunas, Alessandro Bettoni, in seguito al Comitato che si è svolto a Cremona il 26 marzo scorso. “Ricordo che questi contributi sono calcolati in base alle esigenze di bonifica e di irrigazione dei singoli consorziati – spiega il presidente – e la somma di questi pagamenti è fondamentale per sostenere le numerose attività del Consorzio che quotidianamente si impegna nella gestione dei corsi d’acqua”.

Il Covid-19 non ha fermato le mansioni degli addetti del Dunas, anche se ne ha rallentato le attività: “In quanto servizio pubblico essenziale non ci siamo mai fermati – ha aggiunto Bettoni –, ma molti lavori hanno subito notevoli ritardi in quanto abbiamo rinviato gli interventi che richiedono il coinvolgimento di più persone o particolari forniture. Nonostante tutto, garantiamo l’avvio della stagione irrigua che inizierà a breve nella zona bassa del nostro territorio per l’irrigazione dei pomodori”.

Il Dunas è quindi pronto per la gestione delle acque sia in casi di siccità sia per il coordinamento delle conseguenze delle ormai tradizionali bombe d’acqua estive, anche se in questo momento la situazione rimane positiva: “Registriamo una disponibilità idrica sopra alla media degli ultimi quindici anni e – spiega Bettoni –, se la stagione rispetta l’ordinario andamento delle precipitazioni, non dovremmo avere problemi, consapevoli delle variabili che non dipendono da noi ma dalla gestione dei bacini idrici alpini, delle difficoltà d’invaso del lago di Como e del Deflusso Minimo Vitale, la quantità di acqua che deve rimanere nei fiumi a salvaguardia dell’ambiente”.

A proposito di quest’ultimo aspetto, il Dunas sta lavorando per ottenere la deroga automatica da parte degli uffici regionali in caso di particolari crisi idriche: “L’esigenza di immediatezza nell’affrontare la carenza di acqua non può essere gestita dall’odierna burocrazia come dimostra l’ultima nostra richiesta di luglio 2018 che ha avuto un esito negativo comunicatoci solo nel mese di settembre. Oltre ad un cambio operativo, chiediamo che per alcuni fiumi, in particolare l’Oglio, si prenda atto dell’impossibilità di raggiungere determinati standard ambientali e si perseguano invece ipotesi più realistiche senza danneggiare oltremodo il comparto irriguo. Urge infine un confronto a livello regionale anche sulle condizionalità che verranno inserite nei disciplinari delle grandi concessioni dei bacini idrici alpini – conclude il presidente –: noi chiediamo il rispetto di quel che già in passato le sentenze han scritto nero su bianco: la priorità di uso dell’acqua è dei consorzi irrigui di pianura, presenti da secoli, non degli idroelettrici di montagna, ultimi arrivati”.


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